Come dare vita alle parole.

di Simo | Fantasiain5Sensi | 4 dicembre 2024

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Molti sono i termini con cui oggi ci esprimiamo, ma davvero sappiamo usarli bene?

La lingua italiana è molto articolata, ma oltre ad un problema di sintassi grammaticale e logica che comunemente si presenta, l’errore sta anche nell’usare le varie parole impropriamente: l’approccio verso una persona, fa capire molto di noi stessi agli altri, chiunque ci stia davanti può rendersi conto delle nostre intenzioni con sforzi minimi. Una conoscenza di base sulla comunicazione interpersonale, farà modo di far sentire a proprio agio il nostro interlocutore, oppure lo allontanerà.

Come rendersene conto?

Nel vivo di una conversazione, ammutolirsi per osservare inaridirebbe il discorso, e farebbe fiorire un disagio importante, in egual maniera, non è educato avvicinarsi troppo alla persona con cui si intendono scambiare parole, sia che la conoscenza sia già avvenuta o meno: sapersi ben comportare rappresenta il primo passo per poter stabilire un buon legame, ed una buona postura sarebbe ben apprezzata non solo visivamente.

Come mai spesso si tende a dimenticare? Quale parte dell’evoluzione stiamo trascurando?

Solo dopo essere entrati in connessione, possiamo iniziare ad interessarci a tutti quei piccoli movimenti che si verificano in una situazione standard, dal volto alla postura, dal tono di voce ai gesti, queste piccole cose, in realtà, ci permettono di vedere quanto stiamo facendo breccia nell’interesse altrui. Poche semplici parole, unite alla buona presenza, a volte, garantiscono grandi successi, spesso inaspettati.

Essendo “animali sociali”, come diceva Aristotele, è “normale”, in questo processo, sentirsi o essere giudicati, giudicare a nostra volta, e di conseguenza non sapere come comportarsi: in questo stato d’animo prolungato chiunque potrebbe iniziare ad avere problemi di autostima, quindi scarsa fiducia nella propria persona, ma se non sappiamo come amare noi stessi, come potremmo essere in grado di amare e rispettare gli altri? Fondamentalmente, capire cosa ci porta ad accrescere la fiducia equivale a sapersi prendere cura e, quindi, amare. Per cui, perché non partire proprio da fatto che non possiamo piacere a tutti?

Non per questo dobbiamo imporre la nostra presenza, al contrario, lasciamo che le parole siano il nostro specchio, impariamo ad arricchirlo e a curarlo, non lasciamo che si spezzi nelle mani di chi non merita un nostro sorriso. Coloro che si impongono col verbo o con gesti, essenzialmente non hanno compreso la qualità della propria esistenza, hanno reso vani gli sforzi altrui, hanno reso arida anche la terra più florida.

Quanto è difficile chiedere scusa o dire grazie? Scrivessimo questi due termini nel nostro vocabolario, non sarebbero già sufficienti per far aumentare anche solo un po’ le persone a cui potremmo piacere? L’educazione porta con sé gentilezza, la gentilezza fa propagare altra gentilezza: quella che prima era solo una terra arida, ora potrebbe ospitare le più rigogliose piantagioni. Quando l’essere educati è un’arte, con impegno la si può apprendere: facciamole pubblicità fino a farla diventare una moda.

“Pietre”, poesia di Simona Vanzi, tratta da Impronte sulla sabbia.

Pietre

Correre senza meta,
ogni giorno,
con occhi spenti
e labbra tristi:
mattoni di pesante pietra
difendono
vaste emozioni.

Simona Vanzi
2–3 minuti

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