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Oltre la cronaca: l’impatto di ciò che accade ogni giorno.

Riflessioni in una giornata piovosa.

Quali cose importanti sono successe oggi?

«Anche il cielo, a volte, piange.»

Simo

Sembra così facile parlare della giornata appena trascorsa, quanto la luna ti rilassa prima di coricarti, oppure in pausa pranzo, mentre parli con amici e colleghi.

Eppure qualcosa sfugge al nostro controllo.

Percorsi personali, vite lavorative, esistenze adagiate, germogli appena sbocciati, ognuno di noi è veramente consapevole di cosa è importante?

Per chi lo è? A chi, o a cosa, diamo priorità?

Quante sono le cose perdiamo senza rendercene conto?

Cosa non vediamo?

Avevo già aperto questo argomento in un recente articolo ma, adesso, voglio soffermarmi su qualcosa di leggermente diverso: essendo già ben note le nostre priorità, siamo in grado di ascoltare qualcuno mentre condivide le piccolezze della giornata?

Vi è mai capitato di sentire la necessità di parlare di un fatto accaduto e, con vostra sorpresa, non avere interlocutori, nemmeno quando qualcuno è realmente seduto di fronte a voi?

In questo caso, siete riusciti, col senno di poi, ad avere la fiducia necesseria per potersi effettivamente cimentare in un confronto su argomenti gravi?

Oppure, ormai rassegnati, avete lasciato andare la presa e, come conseguenza, avete perso la speranza?

Molti sono i momenti in cui allontaniamo le persone, smettiamo di comunicare, perchè infastiditi, di fretta o non interessati, quando basterebbe davvero poco per fare la differenza, allungare una mano, sorridere o fermarsi solo un attimo.

Non sarebbe così devastante per il nostro percorso ma, probabilmente, sarà incisivo per coloro che riceveranno da noi qualcosa.

Tutto ciò che distrattamente non vediamo, ciò rimandiamo al domani, ciò critichiamo oggi o ciò che, volutamente, non abbiamo mai preso in considerazione, un giorno, a nostro discapito, può davvero insegnarci qualcosa.

Limitarsi all’oggi, se pur soddisfacente per la maggior parte delle persone, non garantisce un futuro migliore per noi, o per tutte le generazioni che stanno arrivando, ne tanto meno, troverà soluzioni, pratiche e attuabili nell’immediato, per coloro che ne necessitano.

Ascoltare, non rimanere immobili, comunicare, credo siano dei buoni punti di partenza per un vero racconto di una giornata qualunque, senza esclusioni o ripercussione alcuna.

“Dimenticare il vento”, poesia di Simona Vanzi, tratta dalla nuova raccolta Riflessi di luna.

Dimenticare il vento

Un pensiero sfuggente
il corpo teso,
una foglia
vola libera,
nelle ossa il gelo,
nella tristezza il cuore:
lasciarsi trasportare
come le nuvole
il vento,
leggere,
mutevoli,
amare
come la luce
il giorno,
delicato,
inesperto.

Simo

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