Quando le parole vanno oltre l’eredità.
Qual è l’eredità che vuoi lasciare?
Quando si parla di eredità molte persone visualizzano nella propria mente, soldi o beni materiali, molte altre pensano a dei ricordi lontani, alcune soffrono per una perdita a tal punto da non visualizzare più nulla, perse in abisso senza fine mentre, chi lotta, gioisce per singolo granello di sabbia.
Trovare ciò che si adagiato proprio in mezzo non è un buon affare per tutti e ognuno, in cuor suo, compie le scelte che più sembrano giuste, o almeno le più accettabili.
Parlare di eredità in questo senso è fin troppo realistico, rattrista il cuore e chiude la mente, offuscata da pensieri e dispiaceri che forse non dovrebbero nemmeno riemergere.
Fare i conti con un’eredità scardina emozioni sopite, mette in discussione pensieri lontani a viaggio concluso: anche per questo, il concetto è associato a qualcosa di non positivo.
Io vorrei parlare della mia eredità, carica di emozioni, descritte con parole semplici in un contesto che armonico non è: emozioni dipinte con gli occhi di chi ha versato lacrime amare e masticate con la stessa delicatezza di chi riesce comunque a sorridere ad un sole appena sorto.
L’eredità che rappresenta un cuore colmo di speranza, imbevuto di sogni e avvolto nei colori.
Se offuscata come nebbia al mattino, guarda una realtà stravolta e spesso triste.
Ama il variopinto carattere delle persone nonostante l’eccessiva velocità con cui si vede passare la luce del giorno.
Trascritta in poesie, vuole portare armonia, serenità, amore e conforto ad ogni lettore, esperto o acerbo.
Ognuno di noi, può apprendere qualcosa di nuovo e tutti, nel nostro piccolo, possiamo condividere qualcosa con gli altri, senza aspettarsi nulla in cambio.
Aria è tratta da Riflessi di luna.
Aria
Lieve canto
soffuso,
del fascino
il ventaglio
la magia,
passi incerti
intonano
gli usi
il fuoco.
Simona Vanzi
Qual’è la vostra eredita?


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