Quando gridi al mondo e… Il Silenzio.

Apri gli occhi e guarda lontano, verso l’orizzonte, cosa vedi?
La tua storia ti è vicina?
O ti sembra di vivere la vita di qualcun’altro?
Voglio usare la poesia Il Silenzio, tratta da Impronte sulla sabbia, per iniziare questa riflessione sulla vita, sull’esperienza e sulle emozioni che a cui ci aggrappiamo lungo il cammino.
Il Silenzio
Onde
di un mare azzurro
si infrangono sulla scogliera,
il fruscio del vento
le scaglia forti:
schizzi di gelide acque
arrivano sulla pelle.
Incantevole paesaggio:
cinguettii
dolci e melodiosi
percepiti da lontano,
profumi
freschi e leggeri
catturati all'istante.
Chiudere gli occhi,
perdersi nei ricordi:
tutto è suono,
tutto è silenzio.
Simona Vanzi
Il silenzio parla più di mille parole.
Urla più di diecimila corde vocali.
Fa breccia nel cuore più di centomila freccie appuntite.
Quanti sono stati colti alla sprovvista?
Come vi siete sentiti? Quali sono state le vostre reazioni?
Ogni storia ha il suo punto di forza e momenti di rottura, ma quello che non abbiamo o a cui non diamo importanza è il tempo per riflettere sul nostro percorso.
Siamo troppo concentrati sul lavoro, dimentichiamo chi ci sta accanto e ossessionati dagli obbiettivi quotidiani, perdiamo di vista il senso stesso della vita.
Ciechi di fronte alla verità, sappiamo ben mentire a noi stessi.
Svegliati dal sonno profondo, dopo anni ci accorgiamo di tanta bellezza, come se la natura non fosse mai esistita, come se i nostri sentimenti stessero sbocciando come fiori a primavera.
Mai sazi di vita, cerchiamo invano di porre rimedio, non in grado di portare a termine la sfida perchè nessuno ce lo ha mai insegnato (o noi non abbiamo saputo ascoltare).
Amareggiati e inconsapevoli, ci nascondiamo nel guscio dei ricordi, sperando che un nuovo sole sorga e ci faccia rialzare.
Chi dovrebbe insegnarci cosa?
Perchè non siamo in grado di capire che noi per primi dobbiamo fare di più per la nostra persona?
Possiamo scegliere solo speranza o imposizione?
In mezzo non c’è davvero niente?
La gamma di emozioni umane è così vasta che servirebbe una vita per poterle esprimere consapevolmente. Non c’è vittoria senza impegno e questo richiede molti sacrifici, ma riusciamo così facilmente a far coesistere cuore e insolenza.
Trovare equilibrio fra attesa e arroganza non può essere dato per scontato.
Non è un’impresa facile per tutti, ma dimostrarsi ben disposti alla comunicazione, non può essere visto come il punto di partenza?
Cosa vedete quando vi guardate allo specchio?
Per molti, va già bene ciò che vedono, non intendono cambiare qualcosa ed è anche giusto così.
Se non è così, quale sarebbe la prima tappa?
Agire come se un domani non esistesse è veramente triste ma, se ci pensate, da anche molte opportunità a chi sa coglierle e sfruttarle nel modo migliore per la propria persona (e nel rispetto verso il prossimo).
Personalmente, non vorrei svegliarmi una mattina, con qualche ruga in più, ed avere solo rimpianti.
Impossibile non commettere errori durante il proprio percorso sulla via della conoscenza ma, mentre osservo l’ orizzonte, voglio sentire la gioia sulla pelle, togliere rugiada dagli occhi dopo ampi sorrisi, aprrezzare carezze di vera comunicazione e rispetto ad occhi chiusi.
Cosa vorreste urlare al mondo?
Quali emozioni nascondereste?


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