Una storia da vivere.
Se non avessi bisogno di dormire, cosa faresti con tutto il tempo extra?

Un viaggio lungo una corsa su strade in montagna con la retromarcia.
Una strada percorsa in salita con gli occhi che brillano al mattino, raffigurando in modo astratto una vita dedita al tempo “stretto”.
“Dare tempo al tempo“, tipica frase di genitori e nonni, per far capire ai giovani l’importanza della propria persona guardando al futuro. Il proprio percorso, ricco di gioie e responsabilità, dedito al rispetto verso ogni forma di vita e la terra stessa su cui poggiamo i piedi.
Quanti giovani hanno compreso il significato di questo insegnamento?
Quante persone, con il senno di poi, hanno compreso di aver sottovalutato le conseguenze delle proprie azioni?
In quanti abbiamo facilmente annuito, per poi trovare difficoltà proprio sugli stessi argomenti?
Impieghiamo il tempo nel modo sbagliato: lavorativamente parlando, nei momenti liberi, con o senza impegni, non potremmo migliorare?
La staticità porta spesso all’errore umano e l’ignoranza uccide le probabilità di successo ma, il cuore non può forse avvalersi della sua posizione?
Qualcuno, come me, è rimasto a bocca aperta per la domanda?
Talmente abituati alla vita frenetica di città, lavorando e vivendo nella fretta costante, chi non ha mai desiderato più tempo?
Avere un momento “in più”, sembra un lusso che è quasi impossibile da ottenere, ma i desideri credo siano molteplici per tutti.
Personalmente, non riuscirei ad elencarli brevemente per cui, dovendone scegliere uno, userei quelle ore per approfondire le mie conoscenze.
In un mondo in continua evuluzione, è impensabile rimanere immobili davanti al sapere che ci scorre così velocemente davanti agli occhi. Benefico il tocco, come una carezza, della conoscenza che avvolge il cuore e amplia le relazioni umane, come la magia di un film, invadendo mente e animo, così il buon libro torna a dare a vita al tempo.
“Volontà”, poesia di Simona Vanzi, tratta da Impronte sulla Sabbia.
Volontà
Veri sentimenti
e falsi errori
consumati
da vane incertezze:
una linea sottile
divide il passato.
Simona Vanzi
Voi cosa fareste?


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