Come la luna il cuore: un pensiero diretto al cuore del lettore.

Ho pensato molto a quali parole potevo usare per aprire questo blog. Il mio intento è quello di arrivare al cuore di ogni lettore. La mia passione è scrivere non solo in poesia, ma anche in prosa: condividerò con voi vari temi, varie storie e ciò che sentirò in quel momento; vi proporrò di commentare o semplicemente di raccontare le vostre esperienze, perchè ognuno ha la sua storia, il suo percorso di vita ed un proprio pensiero, ma se qualcuno di voi fosse anche “soltanto” interessat* a ciò che vi sto raccontando, tutto questo non sarebbe più solo un hobby, ma avreste la certezza di aver donato un sorriso. Per questo motivo, vi chiedo la cortesia di mostrare rispetto non solo a me, che condividerò la mia anima con voi, ma anche a chiunque si senta di interagire con ciò che scrivo.
Oggi, ho scelto di farvi ammirare questa stupenda raffigurazione che, per me, non rappresenta solo un cielo notturo o una banale luna. Non sono qui per parlare di nozioni geografiche o di altri temi che non mi competono, bensì ho la forte curiosità di farvi una domanda. Ve la scrivero qui sotto, così che possiate riflettere su questo tema insieme a me.
Nascondere qualcosa è sempre sbagliato?
Personalmente, quando vedo la Luna, alta nel cielo, con tutta quella sua bellezza, il bagliore riscaldante non minore a quello del sole, non posso fare a meno di pensare ad un certo alone di mistero. Lei ci guarda diritti negli occhi, ci osserva e ci sorride, forse ci ama perfino, ma allo stesso tempo, ci nasconde una parte importante del suo essere. Lei sicuramente non vorrebbe farlo, non agirebbe con cattiveria, è nella sua natura, ma questo non cambia il fatto che una parte di lei ci rimane nascosta. Dovremmo forse odiarla? Come serbare rancore verso qualcosa che brilla di luce propria? Potessimo chiedere la sua opinione, cose pensate che ci risponderebbe?
Io stess* non tollero le menzogne, rimanendo ben consapevole che nella mia infanzia ci sono stati episodi di questo genere: pur trattandosi di argomenti non seri o nocivi, col senno di poi, mi pento di non aver trovato tutto il coraggio necessario per affrontare quelle situazioni, senza aver bisogno di ricorrere ad un tale mezzo. Più si cresce, più si matura e si impara come relazionarsi col prossimo, mantenendo le proprie idee ben chiare, ma senza imporsi. Con le mie innocenti bugie, sicuramente ho ferito qualcuno, e probabilmente, vista la giovane età, non ne ero nemmeno consapevole. Una volta compreso ho cercato di fare ammenda, non sempre ho ottenuto un riscontro positivo, ma almeno posso dire di aver provato a rimediare.
La prima emozione, guardando oltre le difficoltà, è stata la gioia per aver ricostruito con successo vari rapporti: una cucitura lenta e minuziosa, fatta di racconti, motivazioni e scuse. Chiedere perdono è più difficile del commettere il reato stesso, e quasi mai si è veramente disposti a pronunciare quelle parole, venute dal cuore. Farlo con superficialità è un offesa per la persona che ti sta accanto. Dare motivazioni, anche se spesso insufficienti, credo possa far capire al prossimo cosa nascondi nel cuore.
Per chiarire con qualcuno, dobbiamo essere certi di ciò che l’altra persona può riuscire a vedere, volenti o nolenti, ed essere pronti alle conseguenze. Mettersi in gioco spesso fa paura o crea insicurezza, ma vivere isolati, lontani dalle persone o dai sentimenti, inaridisce il cuore e l’anima stessa del soggetto in questione. Migliorare nelle relazioni umane non è semplice, ma non esiste una persona soltanto che prova questi sentimenti, e con piccoli passi, senza mai arrendersi, si può davvero ritrovare il sorriso.
La seconda emozione è stata la tristezza, unita all’apatia verso la mia stessa persona, perchè non avevo colto prima i segnali di queste rotture, e neppure ero riuscit* a riconquistare la fiducia di quelle persone. Tante volte mi sono chiest* cosa fare, ma nonostante i riscontri negativi, ho cercato di migliorare quel percoso nel miglior modo possibile. In altre circostanze ho lasciato andare, perchè credevo fosse più corretto nei confronti dell’altra persona, o nei miei. Abbiamo sempre una scelta, non occorre guardare soltanto la parte abbagliante della luna per sentirci bene, la strada più facile non è sempre la migliore per noi.
La terza emozione riguarda un altro concetto: se invece di mettersi nei panni di chi ha tradito il nostro cuore, ci mettessimo ne panni della persona tradita, quanti patti con noi stessi faremmo, pur di perdonare, lasciar andare o continuare ad odiare? Quali sentimenti contrastanti proveremmo? Saremmo disposti a donare ancora fiducia a chi ha calpestato il nostro cuore? Proveremmo ad aprirci di nuovo al mondo?
Una qualsiasi scelta porta con sè una moltitudine di emozioni e di conseguenze. Molto diverse per ognuno ma altrettando importanti ed incisive. Se alcune persone ci hanno fatto perdere fiducia nel prossimo, non stiamo generalizzando, ma è particolarmente difficile ignorare fatti simili, o avere un giudizio non severo sull’argomento. Nonostante le varie difficoltà, invito a non sentirsi soli, perchè non lo siete, e a non isolarsi perchè ci sarà sempre qualcuno disposto a trovare il tempo per ascoltare la vostra storia.
Fosse anche la cosa più difficile che avrete fatto fin ora in vita vostra, parlare liberamente con una persona che vi sta a cuore, potrebbe essere il primo piccolissimo passo per risolvere una questione.
Gesti riflessi Gesti improbabili si cercano dove non c'è spazio, gesti sicuri si vedono in chi ti vuole bene. Gesti bruschi si notano da vicino, gesti affettuosi si vogliono sempre. L'effetto di un gesto è il riflesso di chi siamo, senza ostacoli, senza dubbio. Ad occhi aperti: un gesto ricordato da chi è solo, un gesto condiviso in compagnia.
La poesia “Gesti riflessi”, tratta da “Emozioni Silenziose”, vuole approfondire i concetti sopra citati ed invitare ad un’attenta riflessione.
Fantasiain5Sensi
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