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INCUBI

9 marzo

Come tutti i giorni, con un pizzico di leggera nebbia sullo sfondo al mattino, la routine aziendale era stata rispettata, fra pochi minuti altri momenti lavorativi sarebbero finiti e forse dimenticati.

Non curante delle ore che procedevano inesorabili, come se il tempo a sua disposizione fosse eterno, Alaric si mosse per raggiungere la porta dell’ufficio quando, in lontananza, sentì un forte odore di caffè troppo tostato. Stava ancora camminando verso l’area ristoro quando udì la voce calma di una delle segretarie che rispondeva ad una chiamata.

Solitamente a quell’ora nessuno lo cercava. Nessuno avrebbe chiesto un appuntamento a fine giornata o fuori orario. Nessuno di loro avrebbe osa infrangere le regole con chiamate personali.

«Pronto, parla Monica Osvald, prima segretaria del Signor Vale, in cosa posso esserle utile?» dopo qualche secondo, la segreteria allarmata sbiancò mentre con l’altra mano cercava un appiglio improvvisato.

«Cosa succede Monica?» chiese austero il CEO della Novaveris Corporation, azienda al vertice per la ricerca scientifica e l’AI.

«Signor Vale, una telefonata urgente dal suo paese natale, pare che la sua villa di famiglia si stata svaligiata! Deve rientrare immediatamente e…» disse frettolosamente senza riprendere fiato, lo sguardo di Alaric le era arrivato fin dentro alle ossa.

Il CEO si era avvicinato di sua iniziativa, non aveva aspettato, come sempre, che fosse lei ad andare a riferire nel suo uffcio, rigorosamente a porte chiuse e questo, in aggiunta, per diversi motivi, le aveva fatto mancare un battito.

«Chiama Marcus, dobbiamo prendere un aereo.» Alaric Vale non era famoso per essere cordiale ed accondiscendente.

«Si.» Monica sparì a testa bassa e tornò accompagnata da un omone palestrato in nero, se non fosse abituata alla presenza costante di quegli occhi verdi e il suo volto da seduttore sarebbe finita, per la seconda volta, nella tela di un perfetto serial killer.

«Capo, chi si occuperà dell’azienda mentre sarete via? Devo chiamare il Signor Lucas?» chiese Marcus, la sua guardia personale.

«Mio fratello è già stato informato.» Marcus rimase in silenzio, tanto sapeva già che il modo di comunicare della persona che aveva davanti era “Torno a casa. Pensa tu all’azienda.”

L’appartamento in centro città era fin troppo lussuoso per una sola persona, ma Alaric Vale aveva una certa ostilità verso le abitazioni spoglie.

Il casolare della sua famiglia, nel piccolo paesino di Monteluce, non più di 3500 anime, nonostante la voluta riservatezza e l’aspetto fatiscente, tanto da sembrare abbandonato, raccoglieva notevoli attenzioni dai passanti: non a caso i nonni, anziani proprietari ormai deceduti, l’avevano chiamata “Villa Specchio”.

Voci di corridoio, invece, parlavano di rumori sinistri e fantomatiche ombre scure che recentemente avevano spaventato più volte fattorini di passaggio, turisti e amanti del jogging, per cui si era sparsa la voce in paese e la gente, ora, preferiva tenersi lontano dalla “Villa Infestata”.

Mentre Alaric provava a digerire tutto questo, fare velocemente i bagagli non fu troppo complicato, era abituato a viaggiare per lavoro e mai prima aveva dato troppo peso ai pensieri altrui ma, da quando erano atterrati, una sensazione cupa lo stava attanagliando, quasi non respirava nonostante il sole che delicatamente gli si posava sul volto.

Guardò in alto, come a voler scacciare quel pensiero, ma ottenne una sola risposta: il cielo si ingrigì, le nuvole coprirono i raggi e l’odore di umidità iniziava ad aleggiare in lontananza.

Persino sull’aereo si era sentito irrequieto.

Quando gli era parso di vedere delle minacciose ombre scure muoversi fuori dal finestrino si ritrovò a pensare che fare il viaggio di notte non era stata una grande idea.

La stanchezza e quello che era successo alla villa lo avevano turbato non poco e, ovviamente, la pioggia non era collegata a quel suo senso di inquietudine ma gli venne comunque da sorridere pensandoci.

Sua nonna era sempre stata superstiziosa, specialmente sul cambiamento improvviso del tempo ma lui non ci aveva mai creduto.

Chi mai avrebbe potuto?

Ora che la pioggia bagnava completamente le strade e il traffico era intenso decise di concedersi un momento di riposo, mentre Marcus guidava verso casa. Poco dopo si svegliò di soprassalto, sudato e coi battiti accelerati. Aveva dovuto fare uno sforzo per convincersi che nulla di quello che aveva visto era stato reale.

«Va tutto bene, Capo?»

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Il mondo che Alaric Vale conosce sta per subire gli effetti dell’anomalia. Canale YouTube: @Simo-v5t

Cosa sta succendo realmente ad Alaric?

EASTER EGG (osserva bene):

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