[File03/III]

Ti ringrazio per l'iscrizione!

Adesso riceverai aggiornamenti e novità direttamente nella tua casella di posta. Puoi disdire quando vuoi rimanendo comunque abbonat@. IMPORTANTE: Io non ti chiederò mai dati personali o altro del genere, solo rispetto per tutt@!

IL SILENZIO SI FA STRADA COME FOSSE ORO

La ruggine sta per raggiungerti.

«Hanno preso l’angelo.» disse infine, la voce di Alaric era quasi un sussurro.

Il Vettore Operativo lo osservò, notando un dettaglio che finora gli era sfuggito: sul muro, dietro la nicchia, restava un segno sottile, come una linea tracciata a mano, appena percettibile.

«Strano.» mormorò. «Questo segno non sembra casuale. Forse l’hanno lasciato apposta. Una firma?» Si chinò, illuminandolo meglio: era una lettera, o qualcosa che le somigliava a una V stilizzata, incisa nella pietra con un oggetto affilato.

Neri passò lentamente le dita sul segno inciso nella pietra. La superficie era ruvida, polverosa. Il tratto, netto e deciso, non poteva essere stato lasciato per caso.

«Una V,» mormorò, «o qualcosa che vuole ricordarla.»

La torcia catturò granelli di calce che si staccavano, illuminando minuscoli riflessi dorati incastonati tra le microfratture del muro. Oro. Oro vero, come se qualcuno avesse tracciato il simbolo con una lama rivestita di foglia d’oro.

«Signor Vale,» disse senza voltarsi, «questo segno non le ricorda nulla?»

Silenzio. Solo il crepitio sommesso della corrente d’aria che filtrava dai condotti nascosti. Quando si voltò, Alaric era fermo accanto alla finestra, lo sguardo perso oltre il giardino immerso nella nebbia. Il suo volto era pallido, teso, come se quell’incisione avesse riaperto una ferita che cercava da tempo di dimenticare.

Neri si alzò. I suoi passi, sul marmo, risuonavano con un’eco lenta e misurata. Si fermò al centro della sala. Intorno a loro, il vuoto lasciato dai quadri e dalle sculture dava alla stanza un’aria spettrale, come una galleria di fantasmi.

L’odore del solvente si era quasi dissolto, ma in sua vece aleggiava un altro aroma: qualcosa di dolciastro, metallico, appena percettibile, proveniente dal pavimento. Abbassò lo sguardo. Tra le venature lucide del marmo, intravide una macchia scura, sottile come una vena. Si inginocchiò, ne toccò il bordo con un fazzoletto sterile: il tessuto si tinse di un rosso spento.

«Sangue.» disse piano.

Non abbastanza per un ferito grave. Forse un taglio. Forse un messaggio. Sollevò lo sguardo verso Alaric, ma l’uomo non si era mosso. Fu allora che, dal corridoio alle loro spalle, arrivò un rumore lieve: il clic di una porta che si apriva.

Entrambi si voltarono. Il silenzio della casa si fece ora assordante. Uno dei vettori ausiliari aveva appena comunicato che la sera del furto c’era qualcuno in casa.

Sua sorella era scomparsa, nessuna traccia di lei da tre giorni.

Riuscirà Alaric a salvare sua sorella?

EASTER EGG (non limitarti ad osservare, cerca):

17744526348851019867102936822647
Cosa nascondE lo SpecchiO? PeRchè ha Inciso queL simbOlo?

Esci dall’Abisso