Quando non conti i passi, ma i sorrisi che ti tengono in piedi.

Le mie scarpe che preferisco non sono le più belle o le più costose. Sono le più fedeli.
Hanno conosciuto strade storte, marciapiedi caldi, chilometri silenziosi.
Mi hanno portato lontano senza fare rumore, insegnandomi che la vera comodità non è solo sotto i piedi: è vicino a me.
Con loro ho attraversato giorni leggeri ed altri più pesanti.
Ho imparato che non conta quanto cammini, ma con chi.
Certi passi diventano più semplici quando qualcuno ti affianca senza tirarti, senza spingerti.
Le scarpe “giuste” non ti fanno male.
Ciò che resta non è la destinazione, ma il modo in cui sei arrivato:
con passo tranquillo, cuore aperto e presenze che sanno rispettare.
Oggi ho scelto una catena di parole tratte da Aria, una delle poesie che potete trovare in Riflessi di luna, perché meglio rappresenta quanto detto:
“Passi incerti intonano gli usi il fuoco.”
Qui sotto potete trovare Riflessi di luna, la mia ultima raccolta poetica:
La magia è un ventaglio che varia, cosa raccontano le vostre scarpe? A chi vi hanno condotto?
Quando il tempo non riesce a cambiare quegli incantesimi, i passi incerti diventano rocce. Quel luogo è ancora impresso nella vostra memoria?
Forse “scontate” oggi, cosa vi spinge ad indossarle di nuovo?


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